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18 giugno 2007 QUESTA LETTERA, CHE HO LA PRESUNZIONE DI DIRE ESSERE UN PO' DIVERSA DA QUELLA CHE GIRA SULLA LISTA SIGILLO: PERCHE' E' UNA LETTERA CHE PARTE DAL CUORE, DAL CUORE DI TUTTI NOI, ED E' DESTINATA AL CUORE DI CHI ANCORA NON CI CONOSCE:
AGLI IMPIEGATI DEGLI STUDI NOTARILI ITALIANI
Cari Colleghe e Colleghi, a seguito dell’appello che dalle impiegate dello Studio Notarile Rosario Anzalone di Torino, nel quale io lavoro, era partito per raggiungere tutti i colleghi d’Italia, in una evoluzione trasparente, democratica e condivisa da più parti della nostra Nazione, abbiamo costituito UNICA, di cui sono diventata Presidente temporaneo, e cioè fino alla prima assemblea che terremo a Roma il 7 di luglio p.v. ....
E’ stato emozionante il giorno in cui abbiamo costituito l’associazione a Torino, e cioè l’11 giugno, vedere arrivare da ogni parte d’Italia sia colleghe e colleghi fisicamente, sia procure, poiché tutti, in proprio o con delega, avevano lo spirito e la passione di essere presenti e partecipi ad un avvenimento così straordinario per la nostra categoria. Poiché questo siamo diventati: una categoria, a cui possiamo volgere e sentire il nostro senso di appartenenza. L’approdo alla costituzione dell’associazione è stato una evoluzione condivisa, democratica. Avremmo potuto usare il procedimento inverso, ma far cadere una associazione precostituita dall’alto non ci è sembrato lo spirito giusto, che per noi è fondamentale: il coinvolgimento di tutti coloro che erano interessati, il rendere tutti partecipi di questo avvenimento. In questa associazione mi sento a casa, in questa casa comune che stiamo tentando di costruire. Ho letto tanti messaggi di tanti colleghi, e ho preso nota di quanto tutti coloro che sono intervenuti con convinzione ed entusiasmo hanno voluto aggiungere, elaborare, approfondire rispetto alle ragioni, agli ideali e alle ambizioni del percorso che abbiamo tutti insieme deciso di intraprendere. L’11 giugno ha rappresentato uno nodo fondamentale, ma appunto uno snodo, perché abbiamo costituito “UNICA”, perché siamo qui per rimanere insieme, da adesso alla prima assemblea e dopo la prima assemblea. Tutti devono mettersi bene in testa che questa è una decisione che abbiamo preso e che, se assumeremo sempre più forza, se saremo sempre più numerosi, è anche con noi che dovranno fare i conti il Governo e tutte le Istituzioni legate al nostro mondo professionale.
In chiusura di questa lettera, mi corre l’obbligo di richiamare tutti al “che fare” o meglio, al come far sì che le nostre convinzioni siano conosciute, dibattute tra i cittadini, tra le donne e gli uomini del nostro Paese e possano diventare oggetto di interesse da parte di chi ci governa. Certo, dai nemici non ci si aspetta nulla di buono, ma dagli amici sì, e allora mi spiace non sentire da parte del mondo dei notai, ad eccezione di pochi illuminati, che si parli delle nostre iniziative. Provvederemo a mandare loro un messaggio, caso mai gli fosse sfuggito che vogliamo essere con loro, che il nostro interesse è salvaguardare una Istituzione importantissima per la tutela della legalità nel nostro Paese, oltre che tutelare il nostro posto di lavoro. Forse almeno come enzima ci potranno e dovranno considerare, visto che una forza organizzata ormai esiste, ed è qui: e lo dico a tutti: a quelli che plaudono la nostra iniziativa, a quelli che magari ci vivono e ci soffrono con disagio, senza aver ancora capito che noi siamo una opportunità per il futuro, per essere di aiuto ad una professione “di notaio” più adeguata ai tempi. Perciò colleghe e colleghi, neppure per un momento dobbiamo archiviare la consapevolezza del pericolo che sovrasta la professione del notaio e la nostra professione. Rischieremmo di perdere di vista il contesto in cui il Paese è immerso: un Paese in cui come ho già detto, prevale l’impazzimento istituzionale. Rimane un’altra cosa che ho sentito echeggiare qui, e riguarda il disagio, la spocchia, con cui alcuni ci trattano. Ma questo atteggiamento, questo disagio, cari colleghe e colleghi non è dovuto al fatto che ci considerano “stupide ochette o ochetti”. Penso invece che la nostra volontà e determinazione che abbiamo dimostrato, come si è manifestata in questi giorni con le iniziative, le lotte, le proposte e le proteste, abbiano messo a disagio molti. Se così è, noi saremo la spina nel fianco, di tutti coloro che non vorranno ascoltare la nostra voce. Noi siamo quelli che prima di altri hanno saputo capire, interpretare, e reagire. E questo è già nella storia. Noi abbiamo ben capito che cosa è in gioco, e soprattutto dobbiamo decidere di avere la voglia di lottare, perché questo ce lo dobbiamo pure dire: sarà dura, più dura di quanto non lo è il nostro lavoro, saremo costretti a fare scelte, il che non vuol dire”rinunce” ma “scelte”, scelte di investimenti. E lo dovremo fare con grande amore, se così non fosse, facciamo qualcos’altro. Dobbiamo vivere questa stagione straordinaria da militanti in servizio permanente effettivo: cercando, coinvolgendo tutti – mariti, mogli, famiglia, amici - cambiando un po’ o, meglio, molto di noi stessi, delle nostre abitudini, dei nostri ritmi, dei nostri tempi e delle nostre priorità, in un entusiasmo che faccia contagio. Io vi chiederei di scrivere sulla fronte “sono socio di UNICA”, e di non togliervi più la scritta, di dormici, di andarci in autobus, nei posti di lavoro, quando andate a fare la spesa, perché UNICA è la forza su cui dobbiamo contare. Non delegate ad altri il compito, non delegatelo a me, a Irene e a pochi altri, ognuno di voi deve essere protagonista di questa iniziativa. Tutto questo è estremamente necessario. Da ora in poi, dovremo cambiare un po’ noi stessi, questa nostra forza deve essere di ciascuno, deve essere individuale, è la precondizione perché questa realtà nata fuori dall’ordinario diventi una presenza costante e straordinariamente viva. Desidero che ognuno di noi sappia e voglia inventarsi e proporre qualcosa. Mi viene in mente un personaggio, quello di Loretta King. Protagonista di un gesto semplice, un gesto che però credo pochi di noi avrebbero avuto il coraggio di compiere o seguire, e che invece segnò l’inizio di una radicale svolta di un paese. Tutto incominciò quando una semplice ed umile donna nera dell’Alabama, stanca e prostrata per una lunga giornata di lavoro, non accettò di alzarsi dal posto che occupava in un autobus, per cederlo ad un bianco, che ne aveva il diritto per legge. Ebbene, questo gesto coraggioso, mise in moto un meccanismo che non potè più essere arginato, e fece dell’America un paese veramente democratico e libero. Dobbiamo mettercela tutta, e tutto dipenderà molto da noi e dalla nostra determinazione. Facciamo vivere i nostri sogni, i nostri valori, i nostri progetti e le nostre ambizioni, e per riuscirci, facciamo crescere e vivere UNICA. Iscrivetevi ed associatevi a UNICA. Un abbraccio a tutti.
Maurizia Bertoncino Presidente Temporaneo dell'Associazione "UNICA" |